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Madre e figlia avvelenate: ricina sciolta in un liquido. Cosa emerge
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Madre e figlia avvelenate con la ricina, la teoria sul veleno: spuntano le borracce

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Si cerca di comprendere come possano essere state avvelenate con la ricina madre e figlia a Pietracatella. L’ultima ipotesi.

Stanno andando avanti le indagini sul caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Dopo i 70 alimenti sequestrati, ecco nuove ipotesi e teorie su come Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita possano aver assunto il veleno e rimanere uccise. In questa ottica, sono stati disposti ulteriori accertamenti e verifiche.

pianta di ricino con frutti
pianta di ricino – newsmondo.it

Madre e figlia avvelenate con la ricina: il veleno sciolto

La situazione legata alle indagini su madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, prosegue spedita. Come riferito da Leggo e diversi media tra le ipotesi già emerse nei mesi scorsi c’è quella che il veleno possa essere stato sciolto in un liquido e assunto attraverso una bevanda.

In questa ottica, venuta alla luce per l’esclusione di altre piste – in quanto il trattamento termico potrebbe alterare la sostanza negli alimenti cotti e altre modalità di esposizione – non ci sarebbero però stati particolari riscontri anche se un focus merita una nuova teoria.

L’ipotesi delle borracce: cosa filtra

Se si ipotizza lo scioglimento della ricina in un liquido, ecco entrare in scena le borracce. Secondo quanto emerso negli ultimi approfondimenti televisivi e nelle nuove attività disposte dagli inquirenti citate da Leggo, all’interno di due contenitori sarebbero stati trovati residui liquidi che potrebbero far riferimento proprio all’avvelenamento subito da Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita.

Le due borracce saranno sottoposte ad accertamenti specifici per verificare l’eventuale presenza di ricina o di elementi compatibili con il veleno. Al momento non esistono risultati definitivi e gli investigatori stanno mantenendo, come giusto che sia, il massimo riserbo. Sempre secondo quanto riferito da Leggo e altri media tra gli approfondimenti previsti anche alcune verifiche sul marito Gianni Di Vita e sull’altra figlia Alice per comprendere se e in che modo possano aver sviluppato eventuali anticorpi riconducibili ad un’esposizione non letale alla ricina. 

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ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2026 12:50

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